Nel cinema italiano c'è una forte vena artigianale. Sia nelle grandi produzioni che nei film girati con budget ridotti spesso si ritrova un personalissimo gusto per l'invenzione, che talvolta porta a risolvere problemi tecnici con un originale senso artistico che diventa poi un marchio di fabbrica del creativo.
Questo senso dell'artigianalità è sempre presente nei film di Alceo "FX" Positano, regista che da anni frequenta vari generi del cinema, dall'horror alla commedia, distinguendosi con una sua personale cifra poetica, legata anche all'uso sapiente della fotografia.
Nel cinema di Positano il gusto per l'artigianalità ha già prodotto delle perle, come il cortometraggio Il barile di Amontillado, ispirato a un racconto di Edgar Allan Poe. Ed ora tale gusto ritorna nel suo nuovo cortometraggio, Transitus, che si propone come un'opera di cinema d'arte.
Immerso in un'atmosfera fiabesca, da favola nera, Transitus appare come una fantasmagoria, dove Elisa Siboldi, la protagonista, e le creature riprese in stop motion, paiono flutturare in uno spazio irreale. Uno spazio scuro da spettacolo di prestidigitazione, un non-luogo senza contorni né confini dove Positano mette in scena una cronaca onirica, memore del teatro nero di Praga come delle atmosfere evanescenti di certi film di Pal. E il tutto viene impreziosito da una lievità artigianale che riporta alla memoria grandi nomi, primo fra tutti quello di Mario Bava.



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